News - Padre Salvatore Usai ocd.

Lanusei - Anno giubilare

Anno giubilare.
 
Domenica la chiusura con la S. Messa al Santuario
 
Domenica 13 novembre alle ore 17.00, con la S. Messa presieduta dal vescovo Antonello nel Santuario della Madonna d'Ogliastra a Lanusei, si conclude in diocesi l'Anno Santo straordinario della Misericordia. Alla solenne concelebrazione sono invitate, oltre ai presbiteri, ai diaconi e alle religiose e religiosi, le comunità parrocchiali con una significativa rappresentanza.
 
NB.
Domenica sera, nelle chiese della diocesi, non è prevista quindi la celebrazione della Santa Messa.

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La Diocesi di Lanusei ( Ogliastra ) si sta preparando al convegno ecclesiale
di sabato 22 ottobre 2016


Convegno Ecclesiale Diocesano Accompagnare, Discernere e Integrare
Ultimi giorni di preparazione in vista del convegno diocesano di sabato. "Accompagnare, discernere ed integrare. Il volto bello delle nostre parrocchie" è il tema di quest'anno, che chiama in causa prima di tutto le comunità e i loro collaboratori, rimanendo comunque aperto a tutti. Tra gli interventi segnaliamo quello di Fratel Enzo Biemmi, catecheta, sul tema dell'annuncio del vangelo oggi e quello di Mons. Nunzio Galantino, segretario della CEI, che sarà intervistato dai rappresentanti delle parrocchie e presiederà la S.Messa.
 
Programma
• ore 9.30: preghiera di apertura e lectio del vescovo Antonello
• La gioia del Vangelo nelle nostre parrocchie (fratel Enzo Biemmi, catecheta)
• dialogo con i partecipanti
• ore 13.00: pranzo comunitario e fraterno nei locali e negli spazi della parrocchia
• ore 15.30: Adorazione Eucaristica e confessioni
• ore 16.30: La vitalità attuale della parrocchia e della Chiesa locale in Italia
• S. E. Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana,
intervistato dai rappresentanti delle comunità parrocchiali

• ore 18.00: Concelebrazione della S. Messa con tutti i presbiteri e diaconi, presieduta da
S. E. Mons. Nunzio Galantino, con Mandato diocesano del Vescovo.

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Santa Elisabetta della Santissima Trinità (Elisabeth Catez) Vergine carmelitana

 
 Bourges, Francia, 18 luglio 1880 - Digione, Francia, 9 novembre 1906
Elisabeth Catez nacque il 18 luglio 1880 nel Campo d’Avor presso Bourges in Francia e fu battezzata quattro giorni dopo. Nel 1887 la famiglia si trasferì a Digione; quello stesso anno le morì il padre. Il 19 aprile 1890 ricevette la Prima Comunione, l'anno dopo il sacramento della Confermazione. Nel 1894 emise il voto privato di verginità. Sentendosi chiamata alla vita religiosa, chiese alla madre il permesso di poter entrare al Carmelo: poté riuscirci solo al compimento della maggiore età. Il 2 agosto 1901 Elisabeth entrò quindi nel Carmelo di Digione dove l'8 dicembre 1901 vestì l'abito religioso, assumendo il nome di suor Elisabetta della Trinità. Pochi mesi dopo aver emesso la professione religiosa, avvenuta l’11 gennaio 1903, le si manifestarono i sintomi del morbo di Addison: l’accettò col sorriso, certa di essere immersa nell’unione delle Tre Persone divine. Morì ventiseienne il 9 novembre 1906. È stata beatificata da san Giovanni Paolo II il 25 settembre 1984 in piazza San Pietro a Roma. Il 3 marzo 2016 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosceva un miracolo ottenuto per intercessione di lei, aprendole quindi la via per la canonizzazione, che è stata fissata a domenica 16 ottobre 2016.

 
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ELISABETTA DELLA TRINITÀ SARÀ SANTA

16  OTTOBRE  2016
 
Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante la giovane Carmelitana scalza di Digione.
La beata Elisabetta della Trinità, la grande mistica francese morta a soli 26 anni nel Carmelo di Digione, verrà presto canonizzata – 16 Ottobre 2016 - . Papa Francesco, proprio in questi giorni, ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante la santità della giovane Carmelitana scalza. Ad accelerare il processo di canonizzazione l’inspiegabile guarigione di una donna affetta dal morbo di Sjegren.

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LA BEATIFICAZIONE DI ELISABETTA SANNA

IL 17 SETTEMBRE 2016  PRESSO LA BASILICA DI SACCARGIA SS

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«Nel 1857 i romani la volevano santa subito»
Padre Jan Korycki, il postulatore, spiega perché venne aperta l’istruttoria pochi mesi dopo la morte.

 
19 agosto 2016
SASSARI. «Elisabetta morì in così grande fama di santità che solo quattro mesi dopo fu deciso di istruire il processo di beatificazione, la gente, a Roma, era talmente convinta della sua santità che l’allora cardinale vicario decise di aprire l’istruttoria».
Sono le parole di Padre Jan Korycki, polacco, postulatore della causa di beatificazione di Elisabetta Sanna che il prossimo 17 settembre, dopo un secolo e mezzo, sarà beata. «Oggi - prosegue padre Jan - questo non sarebbe possibile perché la legge di diritto canonico impone che prima di aprire un processo di beatificazione passino almeno cinque anni dalla morte, un tempo ritenuto sufficiente per acquisire testimonianze e studiare gli atti relativi alla vicenda materiale e spirituale delle persone morte in odore di santità». Ieri mattina padre Jan Korycki ha visitato a Codrongianos i luoghi dove Elisabetta Sanna visse fino alla sua partenza. Oggi il postulatore della causa di beatificazione dovrebbe incontrare i discendenti della Venerabile, soprattutto una pronipote che vive a Porto Torres e che si è impegnata moltissimo insieme al comitato di codrongianesi per raggiungere il traguardo che si profila con la solenne cerimonia del 17 settembre a Saccargia.
Quella della beatificazione di Elisabetta Sanna è una storia che ha una lunga gestazione, visto che, tra alterne vicende, dura da circa 160 anni: «Elisabetta Sanna - riprende padre Jan - ha vissuto l'intera esistenza animata dalla convinzione profonda della presenza di Dio in ogni cosa e ha fatto in modo che questa sua certezza fosse uno stimolo per le tante persone con cui è entrata in contatto».
A Codrongianos, prima della partenza, è un punto di riferimento per la gente, soprattutto le giovani donne, per via della sua innata inclinazione alla catechesi. Desiderosa di visitare i luoghi della nascita e della predicazione di Cristo, stimolata anche dal padre quaresimale, Elisabetta parte alla volta della Terra Santa, certa che la madre e il fratello, il sacerdote don Antonio Luigi Sanna, si sarebbero presi cura dei figli fino al suo rientro.
«A Roma entra in contatto con San Vincenzo Pallotti - racconta padre Jan - che diventa il suo direttore spirituale e resosi conto della grande fede e della straordinaria capacità di trasmetterla la esorta a proseguire nella sua opera». Quando i tempi maturano per il rientro in Sardegna, sarà la salute divenuta precaria a non permetterle di affrontare il viaggio, così Elisabetta muore a Roma il 17 febbraio del 1857.
«La sua vita - conclude padre Jan - è stata un continuo e faticoso distacco dalle cose terrene, pellegrina di Dio, umile e povera affidata alla volontà di Dio». (A.ME.)

 
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ALLA CERIMONIA NEL SAGRATO DELLA BASILICA DI SACCARGIA
SARÀ PRESENTE IL CARDINALE ANGELO AMATO
 
SASSARI. Adesso è ufficiale anche la data: il 17 settembre nel sagrato della basilica di Saccargia si svolgerà la cerimonia di beatificazione di Elisabetta Sanna. Alla funzione solenne sarà presente il cardinale Angelo Amato, prefetto della congregazione per le cause dei santi.
 
Papa Francesco un mese e mezzo fa aveva autorizzato Amato a pubblicare il decreto riguardante il miracolo attribuito all'intercessione di questa donna nata a Codrongianos il 23 aprile 1788, madre di sette figli, appartenente al terz'ordine francescano e componente dell'Unione dell'Apostolato Cattolico fondato da San Vincenzo Pallotti. Nell'elenco di tre nuovi santi, otto beati e due venerabili reso noto dalla sala stampa vaticana, al quinto posto figura anche Elisabetta Sanna. Il Papa ha approvato il miracolo della guarigione di una ragazza brasiliana avvenuto nel 2008 per l'intercessione della donna codrongianese diventata, dopo la prematura scomparsa del marito, madre spirituale di molte donne della sua terra. Il decreto papale precede quello della beatificazione prossima ventura della Sanna che la Congregazione dei santi emetterà nei prossimi giorni unitamente alla data della celebrazione, che sarà concordata tra il cardinale Angelo Amato e l'arcivescovo di Sassari. La spianata davanti alla basilica di Saccargia è stata scelta per la sua suggestione.

 
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Elisabetta Sanna morta a Roma nel 1857 dopo una vita di sacrifici e preghiere - per eleggere il nuovo superiore. Per Codrongianos sarà un evento indimenticabile. «Confido che tutta la Sardegna possa vivere al meglio quest'evento - dice Gianfranco Casu, presidente del comitato sardo per la beatificazione - e che la nostra comunità possa averne beneficio, considerato il periodo di grave crisi occupazionale che sta vivendo». A Elisabetta Sanna viene attribuita una guarigione improvvisa
di una donna brasiliana colpita proprio dalla stessa malattia alle braccia che afflisse la venerabile che riuscì a guarire invocando il suo intervento. «La Chiesa - conclude Gianfranco Casu - riconosce ora a una delle sue più amate figlie virtù straordinarie di fede, speranza e carità».

 
 Beata Elisabetta Sanna Vedova, Terziaria francescana,
membro dell’Unione dell’Apostolato Cattolico

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 Codrongianos, Sassari, 23 aprile 1788 – Roma, 17 febbraio 1857
 
Elisabetta Sanna nacque a Codrongianos (Sassari) il 23 aprile 1788. A tre mesi perdette la capacità di sollevare le braccia. Sposata, allevò cinque figli. Nel 1825 restò vedova e fece voto di castità; era la madre spirituale delle ragazze e delle donne della sua terra. Nel 1831, imbarcatasi per un pellegrinaggio in Terra Santa, finì a Roma, e non poté tornare, per sopravvenuti gravi disturbi fisici. Si dedicò totalmente alla preghiera ed a servire i malati e i poveri. Fu tra i primi iscritti all’Unione dell’Apostolato Cattolico di san Vincenzo Pallotti, suo direttore spirituale. La sua abitazione divenne un santuario di viva fede e ardente carità. Morì a Roma il 17 febbraio 1857 e venne seppellita nella chiesa del SS. Salvatore in Onda. Dopo una causa durata oltre un secolo e mezzo, è stata beatificata il 17 settembre 2016 presso la basilica della Santissima Trinità di Saccargia a Codrongianos.

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XXXI  GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ - CRACOVIA
26 – 31  LUGLIO  2016
 

 

Tema della GMG
Il tema della XXXI Giornata Mondiale della gioventù – Cracovia 2016 - è racchiuso nelle parole “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (Mt 5:7). Il Santo Padre Francesco ha scelto la quinta delle otto Beatitudini, annunciate da Gesù nel suo Discorso alla Montagna, pronunciato sulle rive del Mare di Galilea, rilevando come siano il cuore dell’insegnamento di Gesù. Nel suo primo sermone Gesù ci spiega come poter arrivare più vicini al Regno dei cieli seguendo otto esempi, ognuno espressione di una particolare qualità.
 
La scelta di Cracovia come la città ospitante l’incontro dei giovani e il motto della manifestazione sono essi stessi invito a seguire la scintilla della Misericordia. Dal momento dell’apparizione di Gesù Misericordioso a Suor Faustina, essa si è irradiata dal Santuario di Cracovia - Lagiewniki a tutta la Chiesa Universale. Cracovia è largamente conosciuta come il centro mondiale di culto della Misericordia di Dio e tutti i giovani pellegrini che arriveranno in Polonia sicuramente desidereranno visitare il luogo dell’apparizione, la tomba di Suor Faustina e il Santuario – consacrato da San Giovanni Paolo II per affidare il mondo alla Divina Misericordia.
 
Vale la pena notare che il messaggio della Quinta Beatitudine riassume anche i primi due anni di pontificato di Papa Francesco.  Durante questo tempo il Santo Padre ha cercato in ogni modo e con tutte le sue forze di mostrare al mondo l’amore di Dio nei confronti degli uomini e la necessità di essere misericordiosi gli uni con gli altri.
 
 
Domenica 17 APRILE 2016
AD ALES IL RITO DI ORDINAZIONE
DI PADRE ROBERTO CARBONI
NUOVO VESCOVO DELLA DIOCESI


 
Il vescovo eletto della diocesi di Ales-Terralba, padre Roberto Carboni, riceverà la sua ordinazione episcopale domenica 17 aprile alle 16,30 ad Ales in Piazza Antonio Tedde.
Cinquantotto anni, originario di Scano di Montiferro, segretario generale per la formazione dei francescani minori conventuali, missionario per dodici anni a Cuba, il nuovo Pastore della Chiesa locale del Medio Campidano darà inizio al suo Ministero vescovile dopo la solenne consacrazione.
Presiederà il rito di ordinazione l’arcivescovo di Sassari, Paolo Atzei, mentre i co-consacranti saranno il vescovo di Alghero-Bosa Mauro Morfino e l’attuale amministratore della diocesi di Ales-Terralba Giovanni Dettori.
Alla consacrazione del vescovo eletto, psicologo, iscritto all’Ordine dei giornalisti della Sardegna, agli inizi degli anni ’90, vice parroco nella comunità di San Francesco di via Piemonte a Cagliari, saranno presenti anche tutti i vescovi della Sardegna e sono attese delegazioni di sacerdoti e religiosi da tutte le diocesi dell’Isola.

 
NEO VESCOVO

 
Frate Carboni nuovo vescovo di Ales
Padre francescano è stato missionario a Cuba dal 2001 al 2013
 

ORISTANO, 10 FEB - E' un frate minore conventuale dell'Ordine dei Francescani il nuovo vescovo della Diocesi di Ales Terralba. Si chiama Roberto Carboni ed è nato nel 1958 a Scano Montiferro. Il nome è stato annunciato poco dopo le 12 dal vescovo uscente, monsignor Giovanni Dettori, dal pulpito della cattedrale di Ales alla presenza dei parroci della Diocesi, dell'arcivescovo di Sassari, monsignor Paolo Atzei, e del Provinciale dell'Ordine dei Francescani.
    L'ordinazione e l'ingresso nella Diocesi, per volontà dello stesso padre Carboni si svolgeranno in un unica data, il prossimo 17 aprile. Sino a quella data, monsignor Dettori continuerà a guidare la Diocesi in qualità di amministratore apostolico. Padre Carboni ha un lungo curriculum di studi e di incarichi anche a livello nazionale all'interno dell'Ordine dei Francescani, e dal 2001 al 2013 è stato missionario a Cuba, dove è stato diversi anni anche rettore della Chiesa di San Francesco all'Avana. Padre Carboni non era presente all'annuncio della sua nomina.

 

                Roberto Carboni è il nuovo vesovo di...

  
ALES. Monsignor  Roberto Carboni è il nuovo vescovo della Diocesi di Ales. Lo ha nominato oggi Papa Francesco. Roberto Carboni è nato il 12 ottobre del 1958 a Scano Montiferro. Giovanissimo è entrato nel seminario dei Frati Minori Conventuali di Sassari e successivamente nel collegio serafico San Francesco a Oristano, dove ha conseguito la maturità classica. A diciannove anni inizia il noviziato nel convento di sant’Antonio, a Padova, città in cui compie anche gli studi filosofici. Il futuro vescovo studia Teologia a Roma. E' stato ordinato sacerdote il 29 settembre del 1984.


                   


Ales: il francescano Roberto Carboni nominato nuovo vescovo
Mercoledì 10 Febbraio 2016
 
Monsignor Roberto Carboni è il nuovo vescovo della Diocesi di Ales. La nomina è arrivata oggi da Papa Francesco e l'annuncio è stato dato alle 12 nella cattedrale di Ales l'annuncio del vescovo uscente Monsignor Giovanni Dettori.
Sardo di Scano di Montiferro, monsignor Carboni ha 58 anni e giovanissimo è entrato nel seminario dei Frati Minori Conventuali di Sassari poi nel collegio serafico San Francesco a Oristano.
Qui ha conseguito la maturità classica e all'età di 19 anni ha iniziato il noviziato nel convento di sant’Antonio, a Padova. Nella città veneta ha effettuato gli studi filosofici.
Ordinato sacerdote il 29 settembre del 1984 attualmente studia teologia a Roma.
Per 12 anni è stato missionario a Cuba, ora ricopre a Roma la carica di segretario generale per la formazione dei frati conventuali.
Ad Ales erano presenti, oggi, i sacerdoti ed i fedeli delle 57 parrocchie, sparse nei 39 Comuni di Marmilla e Medio Campidano, Monsignor Paolo Atzei arcivescovo di Sassari, padre Salvatore Sanna, provinciale dei conventuali in Sardegna, autorità politiche e militari. Il prossimo 17 aprile ad Ales l'ordinazione episcopale di padre Roberto e lo stesso giorno il suo nuovo ingresso in diocesi.

 

                                                  


* Foto di Mons. Dettori che lascia la Diocesi e si ritirerà nella sua Diocesi di Ozieri
* Il prossimo 17 aprile 2016 ad Ales l'ordinazione episcopale di padre Roberto e
lo stesso giorno il suo nuovo ingresso in diocesi.
I Migliori AUGURI

                                   

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Crisi senza precedenti

Il rischio denunciato nel rapporto dell’Oxfam sull’immigrazione in Europa ·
23 ottobre 2015
 
Con l’avvicinarsi dell’inverno peggioreranno «le condizioni di vita per le migliaia di persone che al momento rischiano di restare intrappolate in una terra di nessuno, al confine tra diversi Paesi: rifiutate dalla Slovenia e impossibilitate a tornare in Croazia».
 
Serve una mobilitazione immediata dell’Europa per far fronte a quella che potrebbe diventare un’emergenza umanitaria senza precedenti.
 

Migrante nella stazione macedone di Gevgelija  ha appena perso il treno  verso il confine serbo (Epa)

 

 

 

 





 


 

 



 

 

 

23 ottobre 2015

Messa del Pontefice a Santa Marta ·
«I tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente». Papa Francesco ha ripetuto più volte questo invito al cambiamento, durante la messa celebrata venerdì mattina, 23 ottobre, nella cappella di Casa Santa Marta. Un invito ad agire «senza paura» e «con libertà», tenendosi alla larga dai conformismi tranquillizzanti e restando «saldi nella fede in Gesù» e «nella verità del Vangelo», ma muovendosi «continuamente secondo i segni dei tempi».

    

Mirko Virius, «La raccolta» (1938)

«Dal Sinodo la Chiesa della tenerezza»«
 

 

«Dal Sinodo la Chiesa della tenerezza»«
Questo Sinodo inaugura la Chiesa della tenerezza e decreta la fine della Chiesa che divide il mondo in buoni e cattivi». La sintesi, efficacissima, è del vescovo belga Luc Van Looy intervenuto al consueto briefing. Lombardi: "soddisfazione" per la bozza della relazione finale. Il testo, circa 50 pagine, viene discusso oggi e votato domani
 








                                                                       Don Corrado Melis è il nuovo vescovo
                                                                         Nato a Sardara cinquantatré anni fa, 
                                                                       il prelato era sinora parroco a Villacidro.
                                                                           L’ordinazione avverrà a settembre


 

                                     


19 luglio 2015
OZIERI. Campane a festa, gioia e commozione in città e in tutta la diocesi per la nomina alla cattedra vescovile di monsignor Corrado Melis, proveniente dalla diocesi di Ales. Una notizia che si è diffusa come un lampo, di bocca in bocca e sui social, e che ha spazzato via i timori di una soppressione della circoscrizione vescovile, da qualcuno ritenuta imminente e inevitabile. A dare l’annuncio ufficiale a mezzogiorno, come prevede il protocollo, sono stati a Ozieri l’amministratore apostolico monsignor Sebastiano Sanguinetti, che ha riunito nella curia tutti i sacerdoti disponibili. Ad Ales (diocesi di provenienza di monsignor Melis) è stato invece il vescovo Giovanni Dettori, ex parroco della cattedrale di Ozieri, mentre a Roma l’ufficio stampa del Vaticano.
 
Nel salone della curia, monsignor Sanguinetti ha dato lettura della comunicazione della nomina da parte del Papa inviata dal nunzio apostolico Adriano Bernardini, nonché della lettera di accettazione dell’incarico già inviata un paio di giorni fa (entrambe rimaste segrete, sempre in ossequio al protocollo) dallo stesso monsignor Melis. «Gesù, amore, Vangelo, gioia: quattro parole che sono certo potranno diventare la forza di tutti - scrive il vescovo nominato -. Personalmente vengo a voi con il desiderio di tradurle in vita e ringrazio fin d’ora tutti per la bontà e la pazienza che vorrete riservarmi». Un lungo applauso da parte dei sacerdoti riuniti nella curia ha accolto la notizia, caloroso come quello tributato a monsignor Sebastiano Sanguinetti che nei quasi tre anni di vacanza della diocesi (dicembre 2012) ha retto il vescovato come amministratore apostolico pur mantenendo saldamente la guida della diocesi di Tempio-Ampurias. «Un’esperienza faticosa ma che mi ha dato grandissime soddisfazioni - ha detto Sanguinetti - e per la quale devo ringraziare il presbiterio che, pur carente nel numero, ha saputo collaborare con me e coadiuvarmi in questo compito. Il corpo sacerdotale della diocesi di Ozieri è un fulgido esempio di spirito di sacrificio, e sono sicuro che ora questo spirito e questo impegno saranno messi a disposizione del nuovo vescovo. Per quanto possa essere forte - ha aggiunto - un vescovo ha sempre bisogno dei suoi sacerdoti».
 
Per voce del vicario monsignor Gavino Leone, i sacerdoti presenti hanno a loro volta ringraziato il vescovo Sanguinetti, che (dopo i nove anni già trascorsi alla guida della diocesi di Ozieri) tre anni fa non aveva esitato ad accettare l’interim della sede vacante e tutti i sacerdoti e i fedeli non potranno che essergliene sempre grati anche negli anni a venire. Ma ora Ozieri avrà finalmente un suo vescovo. Un benvenuto al nuovo vescovo è arrivato da Antonio Satta, segreetario dell’Upc e sindaco di Padru.
 
Nato a Sardara l’11 marzo del 1963, quindi adesso appena 52enne, monsignor Corrado Melis è attualmente parroco di Santa Barbara in Villacidro e titolare di vari incarichi nella diocesi di Ales. L’ordinazione avverrà presumibilmente a metà settembre.

 

                                        


                                                                              Ozieri, Corrado Melis
                                                                     è il nuovo vescovo della diocesi
                                                                                   16 Luglio 2015
 

Il sacerdote di Sardara, 52 anni, reggeva fino a ieri la parrocchia di Villacidro. Va a sostituire Sebastiano Sanguinetti che si occuperà a tempo pieno della diocesi di Tempio Ampurias 
 

                                            


18 luglio 2015
La diocesi di Ozieri ha il suo nuovo Vescovo: è don Corrado Melis 52 anni di Sardara della diocesi di Ales-Terralba.
Il Vescovo eletto, finora, era parroco di Santa Barbara a Villacidro  e vicario episcopale per l’evangelizzazione e l’educazione oltre che direttore dell’Ufficio di pastorale familiare.
La diocesi del Logudoro aspettava questa nomina da 3 anni dopo la rinuncia di mons Sergio Pintor per raggiunti limiti di età. In seguito alle sue dimissioni, dal dicembre del 2012 era stato nominato amministratore apostolico della diocesi monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo di Tempio-Ampurias, dopo avere guidato la comunità diocesana del Logudoro e Goceano dal 1997 al 2006.

Dopo la riforma richiesta da Papa Francesco alla Conferenza Episcopale Italiana per la riduzione delle diocesi italiane da 226 a 190, si pensava che la diocesi di Bisarcio e Castro sarebbe statat la prima in Sardegna a essere soppressa o accorpata.
La nomina di Monsignor Melis conserva invece una chiesa locale di 30 parrocchie, 68mila abitanti con 39 sacerdoti e 4 frati.

 

                                        


                             Gli AUGURI più sinceri per un Apostolato fruttuoso nella sua nuova Diocesi Ozierese
                                                e poi non mancheranno le nostre Preghiere tutti i santi giorni

                                                                    

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IL PAPA : basta guerra in Terra Santa, porre fine a persecuzione cristiani

Pregate per la pace fra i popoli e per i cristiani perseguitati. E’ l’esortazione rivolta da Papa Francesco ad un gruppo di religiose carmelitane e Suore del Rosario, giunte a Roma da Betlemme e dal Medio Oriente per la Canonizzazione di Miriam di Gesù Crocifisso e Alfonsina Danil Ghattas.
 

Mariam of Jesus Crucified


Il 17 Maggio 2015, Papa Francesco proclamerà santa la piccola suora carmelitana Mariam Baouardy, Mariam di Gesù Crocifisso.
In occasione dello straordinario evento, le Edizioni OCD hanno dato alle stampe una ricca raccolta di pubblicazioni per ricordare la "Piccola Araba".
 

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14 // 05 // 2015
Definitori generali
Ci metteremo in contatto con voi il più presto possibile per informare l'elezione dei definitori generali il cui voto si è svolta questa mattina nella Sala del Capitolo. I risultati di essa sono stati:

 

 
P. Vicario Generale Agustí Borrell (iberica)
P. Secondo Definer: Kansy Lukasz (Varsavia)
P. Terzo Definer: George Tambala (Navarra-Malawi)
p Quarto Definer: Johannes Gorantla (Andhra Pradesh-)
P. Quinto Definer: Daniel Chowning (Washington)
P. Sesto Definer. Francisco Javier Mena (Caraibi)
P. Definer Settimo: Mariano Agruda (Filippine)


Capitolo
 
07//05//2015
Il P. Saverio Cannistrà rieletto Preposito Generale OCD

Cari fratelli, desideriamo comunicarvi che un'ora fa nell'aula capitolare è stato rieletto Preposito Generale il nostro fratello P. Saverio Cannistrà. Fu eletto Generale nell'aprile 2009 a Fatima e oggi, ad Avila, gli è stata rinnovata la fiducia affinché guidi il nostro Ordine e ci accompagni nel cammino durante i prossimi sei anni.

Ricordiamo che P. Saverio (Antonio Gennaro) Cannistrà del Sacro Cuore nacque nella città calabrese di Catanzaro il 3 ottobre 1958. Ha compiuto gli studi di Filologia presso la Scuola Normale di Pisa e in seguito ha lavorato presso la casa editrice Einaudi.

Nel 1985 è entrato nel noviziato della Provincia italiana di Toscana dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; ha emesso la Professione temporanea il 17 settembre 1986 e la Professione perpetua nel 1990. È stato ordinato Sacerdote il 24 ottobre 1992.

Dottore in Teologia Dogmatica presso l'Università Gregoriana di Roma, P. Saverio Cannistrà è membro dell'Associazione Teologica Italiana (area settentrionale) e ha partecipato a numerosi congressi dell'Ordine. Conoscitore di varie lingue, ha insegnato nella Facoltà di Teologia del Teresianum di Roma e ultimamente era professore di Cristologia e Antropologia teologica nella Facoltà di Teologia dell'Italia centrale con sede a Firenze.

P. Saverio è stato eletto per la prima volta Superiore Provinciale nel Capitolo Provinciale di Toscana dell'anno 2008.

Chiediamo la vostra preghiera per il nostro fratello P. Saverio e domandiamo a Santa Teresa di Gesù che dal cielo lo aiuti a proseguire nella guida della nostra Famiglia sulle strade che ci conducono a Dio, affinché insieme a Lei, noi tutti sappiamo mostrare con la nostra vita che: Solo Dios basta.
 

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Inno alla gioia· Messa a Santa Marta ·
26 marzo 2015

 

Una Preghiera mondiale per la pace in occasione dei 500 anni dalla nascita di Santa Teresa d’Avila. A proporla sono i Carmelitani scalzi che quest’anno ricordano la mistica spagnola con una serie di celebrazioni nei cinque continenti. A sostenere l’iniziativa anche Papa Francesco, che ha elevato la sua preghiera all’inizio della Messa odierna a Santa Marta, alla presenza del preposito generale e

del vicario dei Carmelitani scalzi. Il servizio di Tiziana Campisi:

Pregare era l’essenza della vita di Santa Teresa d’Avila e una immensa preghiera - da oggi e fino a sabato, giorno in cui ricorrono 500 anni dalla nascita - hanno voluto i carmelitani scalzi per ricordarla e seguirne le orme. Preci dai cinque continenti per la pace nel mondo sono state pensate sull’esempio della mistica che credeva fermamente nella forza del dialogo con Dio, costante e animato da una fede forte. Anche Papa Francesco stamattina ha pregato Teresa d’Avila, perché il dialogo prevalga sulla violenza:
“Mi unisco di cuore a quest'iniziativa, affinché il fuoco dell’amore di Dio vinca gli incendi di guerra e di violenza che affliggono l’umanità e il dialogo prevalga dovunque sullo scontro armato. Santa Teresa di Gesù interceda per questa nostra supplica”.
Un momento di intensa preghiera a Santa Marta, che il preposito generale dei carmelitani scalzi, padre Saverio Cannistrà, ci descrive così:
R. - È stato un grande dono per noi, di cui siamo particolarmente grati al Santo Padre, perché ci siamo sentiti accompagnati, appoggiati dalla sua preghiera personale, e quindi questo ci ha rafforzato in questo nostro desiderio di pregare per la pace. Il Papa, all’inizio della celebrazione eucaristica, ha ricordato che il 28 sarà il giorno esatto dell’anniversario dei 500 anni dalla nascita di Santa Teresa e ha presentato questa intenzione di Preghiera per la Pace della famiglia carmelitana, alla quale lui si è unito. Con un gesto simbolico ha acceso un cero, che poi io ho ricevuto dalle sue mani e che ho tenuto durante la celebrazione fino alla lettura del Vangelo.
D. – Oggi in tutto il mondo, nelle comunità dei carmelitani scalzi, si sta dunque pregando per la pace nel mondo, e si prega anche insieme a fedeli di altre confessioni cristiane o di altre religioni…
R. – Poiché l’ordine è presente con i carmelitani e le carmelitane scalze in oltre 100 Paesi in tutto il mondo - quindi siamo presenti anche in situazioni in cui si vive in un contesto interreligioso - ci è sembrato importante includere in questa preghiera, per un valore universale della pace, anche fratelli e sorelle di altre confessioni e di altre religioni. È un modo per ricordare a tutti il valore universale della preghiera, come relazione tra l’uomo e Dio, a partire dalla propria fede, dalla propria cultura, dalla propria situazione storica. Dio ascolta, come Padre, le voci di tutti i suoi figli.
D. – Che cosa direbbe Teresa d’Avila al mondo di oggi?
R. – Io credo che Teresa direbbe qualcosa di molto simile a ciò che disse nei suoi tempi. Anche i suoi tempi erano tempi di grandi rivolgimenti, di lotte, e in questa situazione di turbamento, Teresa si è impegnata nel fare – come dice lei – “quel poco che dipende da me”, che poi concretamente per lei ha significato un impegno nella sua vita religiosa, nella preghiera e nella vita fraterna. Ecco, io credo che questa raccomandazione di fare quel poco che dipende da noi, sia fondamentale anche per il nostro tempo, perché la tentazione è quella di pensare che tutto ciò ci supera, che sono problemi più grandi di noi e che, dunque, noi non possiamo fare assolutamente niente e restiamo come degli spettatori passivi. Teresa ci dice: “No! C’è qualcosa che tu in quanto portatore di Dio in te, in quanto oggetto dell’amore di Dio, c’è qualcosa, c’è una missione, per quanto piccola, che tu puoi compiere”.
D. – Una frase, un pensiero di Santa Teresa, per chiudere…
R. – Vorrei citare l’inizio del suo libro “Il cammino di perfezione”, dove Teresa esprime nella maniera più chiara quello che è il senso della sua vocazione, della vocazione delle sue comunità: “Il mondo è in fiamme e non è tempo di trattare con Dio di cose di poca importanza”. Quindi portare davanti a Dio tutto il peso della nostra storia, sapendo che solo così questo peso della nostra storia potrà essere sostenuto e innalzato dalla forza dell’amore di Dio.
(Da Radio Vaticana)

 

Gioia e speranza sono le caratteristiche del cristiano. Ed è triste incontrare un credente che non sa gioire, impaurito nel suo attaccamento alla fredda dottrina. È stato perciò un vero e proprio inno alla gioia quella lanciato da Francesco nella messa celebrata, giovedì 26 marzo, nella cappella della Casa Santa Marta. All’inizio, il Papa ha ricordato l’«ora di preghiera per la pace» promossa in tutte le comunità carmelitane. «Cari fratelli e sorelle» ha detto dopo saluto liturgico «dopodomani, 28 marzo, ricorrerà il quinto centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù, Vergine Dottore della Chiesa». E «su richiesta del Padre Generale dei Carmelitani Scalzi, oggi qui presente col Padre Vicari, in quella giornata si terrà in tutte le comunità carmelitane del mondo un’ora di preghiera per la pace. Mi unisco di cuore — ha affermato Francesco — a questa iniziativa, affinché il fuoco dell’amore di Dio vinca gli incendi di guerra e di violenza che affliggono l’umanità, e il dialogo prevalga dovunque sullo scontro armato». E ha così concluso: «Santa Teresa di Gesù interceda per questa nostra supplica».
 
«Nelle due letture» proposte oggi della liturgia, ha fatto subito notare il Pontefice, «si parla di tempo, di eternità, di anni, di futuro, di passato» (Genesi 17, 3-9 e Giovanni 8, 51-59). Tanto che proprio «il tempo sembra essere la realtà «più importante nel messaggio liturgico di questo giovedì». Ma Francesco ha preferito «prendere un’altra parola» che, ha suggerito, «credo sia proprio il messaggio nella Chiesa oggi». E sono le parole di Gesù riportate dall’evangelista Giovanni: «Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
 
Dunque, il messaggio centrale di oggi è «la gioia della speranza, la gioia della fiducia nella promessa di Dio, la gioia della fecondità». Proprio «Abramo, nel tempo del quale parla la prima lettura, aveva novantanove anni e il Signore apparve a lui e assicurò l’alleanza» con queste parole: «Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre».

 





Sotto il segno della misericordia

 
Nel giorno in cui inizia il terzo anno di pontificato Francesco annuncia un Anno santo straordinario
· 13 marzo 2015
 
Il terzo anno del Pontificato di Francesco si apre sotto il segno della misericordia. Nel pomeriggio di oggi, venerdì 13 marzo, anniversario dell’elezione, durante la celebrazione della penitenza presieduta nella basilica vaticana, il Papa ha annunciato un Anno santo della misericordia.
 
 Il Giubileo straordinario inizierà nella solennità dell’Immacolata Concezione di quest’anno e si concluderà il 20 novembre 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo. L’organizzazione dell’anno giubilare è stata affidata al Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione.
 
Il rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale, come lo scorso anno, si è svolto significativamente alla vigilia della quarta domenica di Quaresima, in cui si celebra in modo speciale la misericordia di Dio padre.
 
Proprio ieri, giovedì 12, ricevendo i partecipanti al corso sul foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica, Francesco aveva paragonato la confessione a una festa dell’abbraccio, invitando a «vivere il sacramento come mezzo per educare alla misericordia». Perché, aveva ribadito, «non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare».

 

                                      

 





Marcia per la pace 2015 con le parole del Papa
“Non più schiavi, ma fratelli”. È questo il tema scelto da Papa Francesco per la 48esima edizione della Giornata mondiale per la pace che si celebra il primo gennaio 2015. Già nel 2014, nella sua prima Giornata per la pace da Pontefice, Bergoglio aveva consegnato un messaggio fondato sulla ‘fraternità’ (“Fraternità, fondamento e via per la pace”), ma quest’anno l’ha contrapposta alla schiavitù. “Spesso si crede che la schiavitù sia un fatto del passato. Invece, questa piaga sociale è fortemente presente anche nel mondo attuale”. Il pensiero va al traffico di esseri umani, alla tratta di migranti, alla prostituzione, ai lavoratori-schiavi: schiavitù su cui speculano individui e gruppi, approfittando di guerre, crisi e corruzione. “Per contrastarla occorre riconoscere l’inviolabile dignità di ogni persona umana e tenere fermo il riferimento alla fraternità, che richiede il superamento della diseguaglianza, in base alla quale un uomo può rendere schiavo un altro uomo, e il conseguente impegno di prossimità e gratuità per un cammino di liberazione e inclusione per tutti”, scrive il Papa nel suo messaggio. L’obiettivo è costruire una civiltà fondata sulla pari dignità di tutti gli esseri umani, senza discriminazioni. Il primo passo per farlo è la partecipazione alla Marcia per la pace: si parte il 31 dicembre 2014 a Vicenza con la Marcia nazionale per la pace organizzata da Pax Christi, Caritas italiana e Azione Cattolica, per proseguire il primo gennaio 2015 in varie città d’Italia.
 

Da Trieste a Padova, da Brescia a Firenze, fino a Rimini, Cesena e Lucca. Sono diverse le città che hanno organizzato per il primo gennaio 2015 la Marcia per la pace. Il debutto però si avrà il 31 dicembre 2014 a Vicenza con la Marcia nazionale per la pace promossa da Pax Christi, Caritas italiana e Azione Cattolica. La giornata inizia nel piazzale della Vittoria di Monte Berico ed è organizzata in 4 tappe: sul piazzale per il ricordo delle vittime della Prima Guerra Mondiale, a Campo Marzo per parlare della conflittualità di oggi, nella chiesa di San Lorenzo con la testimonianza dei missionari rapiti in Camerun e poi nel cortile del seminario diocesano con i giovani che trascorrono l’ultima sera dell’anno con le persone in condizione di disagio. A Padova l’appuntamento è alle 15 del primo gennaio 2015 nella Loggia della Gran Guardia (piazza dei Signori) con la marcia Insieme per la pace organizzata dalla Chiesa di Padova in tutte le sue articolazioni laicali (Azione cattolica, Acli, Noi Associazione, Fuci, Csi, Movimento dei Focolari, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Ordine Francescano Secolare), con la Pastorale sociale e del lavoro. L’invito a partecipare è stato rivolto anche ad altre fedi e confessioni perché “percorsi religiosi ci diversificano ma possono unificarsi nel sentiero di costruzione della pace e della dignità della persona”.

 

                                      




                                            

 
 

                                                                                     Da domenica 03 ottobre 2014
                                                                                     a ROMA il sinodo sulla famiglia
 

«Rispetto per ogni posizione, carità vicendevole e autentico senso costruttivo», nella consapevolezza «che la comunione fraterna cresce nella libertà».
 
 È questo secondo il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, lo spirito che dovrà animare i lavori dell’assemblea straordinaria che si apre domenica prossima. Presentandone tema e metodo, stamane, venerdì 3 ottobre, il porporato ha sottolineato che «è importante esprimersi chiaramente e con coraggio», perché «manifestare il proprio pensiero» serve ad arricchire il dibattito per poter «individuare le scelte pastorali più adatte alla famiglia nel contesto odierno». Da qui l’auspicio che attraverso «un confronto sereno e leale», i partecipanti cerchino «insieme la verità» e non di «far prevalere il proprio punto di vista come esclusivo», con l’invito ai media di «far giungere all’opinione pubblica il contenuto autentico dell’assemblea».

 

                                                 

 Verso il Sinodo sulla Famiglia del 2014
 Roma (Italia). Si svolgerà a Roma il XIV Sinodo dei Vescovi per riflettere sulle "sfide pastorali" che riguardano "la famiglia nel contesto della nuova evangelizzazione". Il Sinodo è, dopo il Concilio, l'espressione più alta della collegialità della Chiesa cattolica, e dello sforzo di